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sabato 18 marzo 2017

Batman Rinascita stenta a decollare!


Il fatto è che la Rinascita non riesce ancora a convincere. Parliamoci chiaramente: qualche buono spunto c'è, come l'ingresso di personaggi nuovi legati a storie interessanti come quella di Gotham e Gotham Girl, ma la debolezza di King sta proprio nella costruzione della trama, in quella fragile composizione fumettistica che non dà curiosità e suspance al lettore. Sembra che ancora King stia cercando una strada da seguire con la speranza di trovare l'alchimia giusta fra ritmo e dialoghi importanti. Ben diversa è la situazione di Finch che regala disegni compatti e di grande efficacia. 

Detective Comics invece riesce ad essere più interessante con una bella trama che si poggia tutto sulla guerra fra padre e figlia Kane, che si ritrovano così, al centro di un apocalittico gioco finale. La squadra criminale creata da Batman regge bene la scena e il livello è superiore rispetto alla storia precedente. 

Mentre Nightwing si attesta sempre su buoni livelli anche se ci piacerebbe vederlo svincolato da questa suo continuo percorso fatto di spionaggio e trame segrete. Ma in fondo l'ex Robin porta avanti la battaglia più pericolosa, quella con i Gufi che si preparano all'invasione di Gotham.

C'è ancora poca grinta nella Rinascita, si rimpiange in questo modo Snyder che nonostante molte volte abbiamo sbagliato i finali delle storie, gli va dato il merito di aver creato sempre storie avvincenti e piene di suspance. Speriamo che anche Tom King possa riprende parte dei pregi della gestione di Snyder e cambi rotta in modo drastico.

Voto al fumetto: 6.5

lunedì 2 gennaio 2017

"Batman Notte oscura": Paul Dini fa centro!


"Notte oscura" è un tributo fumettistico a Batman fatto in un modo molto particolare. Paul Dini scopre il suo passato raccontandoci una maledetta notte in cui la sua vita è cambiata o meglio, è stato stravolta completamente. Il tutto viene corredato dalle figure provenienti direttamente dall'universo batmaniano. E' una sorta di percorso biografico a tappe nelle quali in ognuna di essa, c'è la disperata lotta umana per non cedere e affrontare il pericolo, l'equilibrio precario fra il bene e il male, fra la solitudine e la voglia di andare oltre. 

Qui Batman appende i panni da guerriero per vestire quelli di motivatore, un amico intimo che ci invita a non mollare, a non piangerci addosso, a cercare di trovare una nuova strada da cui poter ripartire. Il Cavaliere oscuro diventa la luce, quasi un riflesso del proprio io più nascosto. Joker e gli altri criminali tentano di far cadere nel baratro il protagonista: esso barcolla, cade, raschia il fondo ma poi cerca di reagire. Per farlo inizia a pensare un po' come Batman, il suo razionalismo è il punto sul quale insistere e trovare la propria direzione.

E' un fumetto non per gli amanti dello scontro, del brivido, ma è un fumetto che usa Batman come pretesto per entrare nella testa di un essere umano durante la lotta più difficile: quella con se stesso. 

E allora Paul Dini vince, e poco importa se questa storia non sarà amata da tutti, ma qui si porta Batman ad avere un ruolo diverso, quasi come se quel personaggio di fantasia diventi reale e con esso reale diventi la speranza più potente che ci insegna a non lasciarci morire nel buio della nostra solitudine.

IlFolle
Voto 8

mercoledì 30 novembre 2016

"Batman Europa": il talento italiano al servizio di Batman!


‘Batman Europa’ è una di quelle storie che rimangono nel tempo, che provano a lasciare il segno senza stravolgere o cambiare la realtà dei personaggi di Gotham. 

Ed è proprio questo il grande colpo di Matteo Casali: non stravolgere l’universo batmaniano ma dare quei due o tre elementi che, almeno inizialmente, fanno avvicinare il lettore medio. Una storia non ambientata a Gotham che si snoda per tutto il vecchio continente europeo e che arriva fino a Roma. Già tutto questo è una trovata geniale, se poi ci mettiamo che Batman e Joker sono affetti dallo stesso virus e che debbano aiutarsi a vicenda, bé, si capisce da sé che già questo varrebbe il costo del fumetto!!

Così Casali con le splendide matite di Camuncoli, mette dentro un caleidoscopio di sensazioni differenti tenendo sempre tutto in equilibrio con dialoghi diretti e incisivi. Come già detto, i disegni si alternano tra vari stili partendo sempre dai layout di Camuncoli, protagonista indiscusso di Batman Europa. 

Ogni capitolo ha un’impostazione grafica differente, proprio perfetta per dare al lettore quel senso di grande viaggio che il fumetto vuole intraprendere.

C’è quindi, una scelta stilistica ben definita mentre la sceneggiatura è veloce e priva di punti morti. E’ un Made in Italy che tiene il paragone con creazioni statunitensi di alto spessore, un prodotto italiano che parte dall’idea paradossale di unire il rappresentante del bene con quello del male. 

Nulla ha più una regola fissa in questo vortice potente: il caos e la razionalità si fondono per diventare una cosa sola. La necessità spinge il Cavaliere Oscuro a mettere da parte il suo senso di giustizia a favore di un rapporto più umano. 

E poi quel finale beffardo e a tratti poetico dove la figura del bene va a dileguarsi nel male di una mente pericolosa come quella del Joker. La suspense rimane viva fino alla fine e il lettore rimane completamente braccato da quel senso di rivincita che lega i due personaggi contro il nemico comune invisibile.


E’ una storia di redenzione, di possibili pentimenti ma anche di reali confronti fra figure così differenti tra loro. Batman Europa è un esperimento europeo tutto italiano ben riuscito, un progetto chissà pronto… per un seguito da urlo!!


PS:
questi e altri fumetti potete trovarli alla Comix Store 2.0, 
in via XXIV Maggio, a Cosenza.

lunedì 5 settembre 2016

Robin War: la sorpresa!

L'avevo scritto tempo fa e così si è dimostrato: 'Robin War' è la vera sorpresa di questo periodo per quanto riguarda le testate su Batman. Fra BatRobot giganti e Madri che escono dal nulla, Robin War riesce ad essere, invece, una storia piena di movimento e colpi di scena.

Un Movimento creato da ragazzi e ispirato ai Robin, un Movimento pericoloso che sembra somigliare a quelli che nascono nei paesi dove è pronta una rivoluzione. Il fatto che qui a non essere pronti sono proprio i ragazzi che vengono così ripresi dai Robin ufficiali. Nasce così una dicotomia totale tra le due correnti di pensiero: da una parte ci sono i giovani Robin convinti delle loro forze ma inconsci delle loro forti debolezze, dall'altra i veri Robin, duri con i loro sottoposti e ancora poco consapevoli della forza morale dei ragazzi.
Lo GCPD si scaglia contro questo Movimento, Nightwing fa una scelta che spiazza tutti e la storia sale di giri. Il colpo di scena è dietro l'angolo, la trama si infittisce mentre l'azione è il vero leitmotiv del fumetto. I dialoghi sono veloci, diretti, con tratti di sottile ironia che tengono su l'impianto narrativo della trama. Diciamo che ci troviamo davanti una sorta di sorpresa fumettistica perché in pochi avrebbero scommesso un centesimo sul valore più che sufficiente della 'Robin War'. Ma la guerra è ancora aperta, la storia ancora deve essere chiusa, altri misteri devono essere svelati.

Speriamo ora in un finale che ci stia alla perfezione, speriamo insomma di continuare su questi livelli. Certo, certo, non siamo dinanzi a nessun capolavoro ma ad una storia piacevole e che sorprende sì, su quello ne sono sicuro e lo dico sin dal primo numero dedicato ai nuovi Pettirossi.
Il difetto maggiore in storie del genere è che tutto va a confondersi in varie testate, sempre tutto in nome del Dio Marketing.
Siamo di fronte magari ad una nuova testata dedicata ai Robin? Chi lo sa! Intanto prepariamoci a gustarci il finale, consapevoli del fatto che comunque un nuovo modo di concepire il ruolo di Robin... è stato creato!!



Voto 7+

PS:

Questo e altri fumetti potete trovarli al Comix Store 2.0, a Cosenza, Via XIV Maggio.


lunedì 1 agosto 2016

TERRA UNO, VOLUME 2. UN GIA' VISTO CHE PIACE!


Geoff Johns è tornato con 'Terra Uno' nella sua seconda parte. 
Una storia che è stata ridefinita per creare un universo batmaniano fuori continuity. 

E si vedono le modifiche apportate da Geoff sin dalla prima pagina, modifiche alla storia originaria che stanno diventando fonte d'ispirazione per nuove serie tv o film su Batman. Abbiamo un Alfred ex militare che non è solo un semplice maggiordomo; abbiamo un Bullock completamente diverso da quello usualmente visto nei vari fumetti su Batman; e un Dent che è nemico di Wayne e che diventa un mostro in circostanze leggermente diverse da quelle che in molti erano abituati a leggere.

Insomma, Johns ha cercato di far suo l'universo batmaniano ma senza stravolgere più di tanto l'essenza del nostro "NormalEroe". Non è un'opera iconoclasta quindi, ma una rilettura delle origini di Batman che però, non arriva minimamente a intaccare il capolavoro di Miller "Anno Uno".

Johns dimostra di saperci fare e i disegni di Gary Frank gli danno una mano, ma il tutto a volte cade nel già visto, nel poco graffiante, nell'ennesima lettura bella ma che non lascia il segno.

Precisiamo: la storia regge bene, forse con qualche dialogo in meno sarebbe potuta essere più coinvolgente, ma ogni personaggio è ben costruito, tutto è al suo posto! ed è proprio questo il problema, in molti si aspettavano la sorpresa, quel graffio che un fuoriclasse come Johns potrebbe dare ma che invece preferisce rimandare, o seppellire per paura di mancate promozioni. Si sa, chi vuole lasciare il segno sorprendendo non sempre viene amato da tutti!!!

 Johns cambia ma senza stravolgere, osa ma senza rischiare, un via di mezzo che esalta alcuni e delude altri.

Da comprare 'Terra Uno'? Non per forza! 
Da buttare? Certo che no. 
Sì, sì, è proprio il grigio il colore preferito da Geoff Johns!

Voto 7-

PS: questo e altri fumetti li trovate da Comix Store, in Via XXIV Maggio, a Cosenza.

lunedì 6 giugno 2016

Batman Il Cavaliere Oscuro: un nuovo inizio!


Il numero 42 di Batman il Cavaliere Oscuro, è all’insegna del segreto e del senso di colpa che pervade alcuni dei protagonisti. Infatti, nella prima storia, abbiamo l’inizio della seconda parte di Batman Eternal. Bruce Wayne ha perso la memoria e con essa la sua batfamily. Grayson e gli altri Robin si ritrovano con un mistero da scoprire e un Batman che ha lasciato una pesante situazione collegata per l’appunto ad un grande mistero che sconvolgerà la vita della batfamily. Il tutto mentre viene portata avanti We are Robin, dove il senso di colpa pervade la coscienza di Alfred, reo di aver dato vita a qualcosa di utile per la città ma rischioso per alcuni ragazzi che lottando mettendo a repentaglio le proprie quotidianità. Nonostante questo la voglia di andare avanti e costruire una nuova famiglia, dei nuovi Robin per non lasciar morire la missione di padron Bruce.

E si chiude con Catwoman che da Regina dei clan, decide di mollare tutto per ritornare ad essere se stessa in tutta la sua essenza di ladra e vendicatrice. Ma la situazione è in bilico, una nuova guerra tra clan è pronta ad esplodere.

Il numero viene sorretto da novità e molta azione. Snyder, Tynion e Bermejo si avvicendano nella narrazione puntando molto sull'emotività dei singoli personaggi, ognuno dei quali vive una storia complicata con la missione intrapresa e i legami che ne derivano da essa. È una batfamiglia che barcolla ma per ora non molla, una famiglia che ha capito che la propria forza risiede nel sogno di far trionfare la giustizia. Batman ha troppe volte nascosto, lasciato misteri nel tempo passato e che ora peseranno come un macigno.


Questa testata quindi ritorna prepotentemente ad avere un ruolo di primo piano, dimostrando che l'universo di Batman può andare avanti anche senza il suo principale protagonista. Una sorta di sfida per gli sceneggiatori, un rischio che comunque vada ha delle basi buone… per lasciare il segno!

Voto 7.5

(Questo fumetto e tanti altri, li potete trovare nella fumetteria di fiducia "Comix Store 2.0", in Via XXIV Maggio, a Cosenza) 

martedì 3 maggio 2016

Batman 48: la bellezza di un caso...



'Un caso semplice', in Batman 48, è una storia che ci mostra tutto il potenziale di Scott Snyder che, se affiancato da mostri sacri come Azzarello, riesce ad incantare il pubblico in modo speciale.

Infatti, Un caso semplice è una storia davvero bella dove in poche pagine, viene mostrato non solo la drammaticità della periferia ma anche l'assoluta fragilità di Batman, il quale non vola come Superman o risolve i problemi con la velocità di Flash, ma è un essere umano che può sbagliare, una persona come tante con i propri dubbi e le proprie debolezze.
Scott ci mostra un Batman che sbaglia nella costruzione della ricerca del colpevole, capendo solo alla fine che l'unica cosa per la quale non bisognava sbagliare, era prendere in tempo quel ragazzo finito nella disperazione più profonda.
Il tutto è costruito con realismo, in stile Gomorra 2.0, e proprio quando c'è Brian Azzarello i picchi di realismo toccano vette incredibili.
Peter è figlio di un mondo atroce che non ti lascia altra scelta che comprometterti per salvaguardare la tua serenità e quella delle persone a cui vuoi bene. Peter è figlio della disperazione, di un mondo dove vincono i criminali, non sempre, ma sicuramente spesso. Gotham diventa la sinneddoche della provincia più malfamata, una sorta di simbolo della corruzione e del destino andato a male .
Bravo Scott, voto 8.
Anche il finale è tirato, emozionante, con frasi ad effetto. Jock disegna alla grande dandoci proprio quell'atmosfera noir che è perfetta per una storia del genere. Insomma, ci siamo, forse questo mensile dovrebbe contenere più storie del genere e meno sceneggiature scialbe come quella di SuperPesante.

sabato 20 febbraio 2016

Huawei G8: la fluidità in un palmo di mano!


Il Huawei g8 è il trionfo della fluidità e della semplicità. Uno smartphone che convince in ogni suo componente.

Partiamo dal display full hd, curvo e con una gran resa dei colori, molto vivi e accesi. Peccato solo che sia un ips, ma per alcuni questo é un bene addirittura.

I 3 gb di ram con 32 di rom, rendono il telefono una sorta di piccolo gioiellino quasi da top gamma. Infatti se teniamo conto del prezzo di listino, 400 euro, e ora sul web 290, capiamo bene come Huawei sia riuscita a colpire ancora una volta nel segno abbinando la qualità al risparmio.

La fotocamera finalmente convince, ancora non ai livelli di samsung, tipo s6, ma manca poco e già nelle foto serali con il low light riesce a sorprendere per la nitidezza. Di giorno le foto vengono molto bene, i colori soprattutto sono molto fedeli alla realtà, forse a volte troppo impastate ma comunque superiori a mate 7, altro phablet Huawei, terminale perfetto se si esclude proprio la fotocamera. I video stabilizzati sono anche buoni.

Proprio a confronto di un Samsung da 400 euro, a5 2016 per esempio, Huawei é un passo avanti perché non fa mancare nulla: led, tasti che vibrano, corpo in metalli, insomma, uno smartphone fra i più completi.
Lo snapdragon 616 non é un fulmine ma assicura ormai navigazioni più che sufficienti. 

G8 é sbarcato anche negli Stati Uniti e dopo appena 4 mesi dall'uscita questo temrinale risulta essere sempre più interessante.

Ci siamo, finalmente il giusto prezzo per uno smartphone equilibrato.

venerdì 31 luglio 2015

A5 vs S5: sfida alla pari?!?

A volte in un confronto fra smartphone bisogna non solo tenere in considerazione la scheda tecnica ma anche l’uso quotidiano che ne deriva da essa.

Infatti s5 ha molte frecce al suo arco per affermare la sua supremazia nei confronti di a5, il quale ha dalla sua parte l’estetica, immenso tallone d’Achille per s5, un device nato già vecchio nel design.

La situazione peró cambia appunto nell’uso quotidiano perché a5 pur avendo un processore meno prestante ha un software più ottimizzato. Basta vedere l’apertura della fotocamera e della galleria, più veloci su a5 e inoltre proprio su quest’ultimo la fluidità nella home risulta essere maggiore senza troppi lag o applicazioni che scompaiono per un paio di secondi dopo il rientro da una navigazione web.

C’è quindi da tenere in conto questo aspetto prima di decretare un vincitore. Ma alla fine proprio per questo un vincitore vero e proprio non può esserci: le fotocamere si equivalgono forse con un maggiore dettaglio su s5 mentre su quella anteriore è il contrario. I display sono ottimi pur essendo solo hd l’a5 ma qui è proprio una questione di palati fini, i numerini, le finezze da intenditori li lasciamo ai grandi recensori.

Da una parte quindi un device sulla carta più potente ma meno ottimizzato e con design anonimo, dall’altra un terminale meno potente e con un design molto bello e un software ottimizzato che risulta avere una maggiore fluidità.

Due ottimi device, due terminali più che ottimi che fanno di Samsung,  nonostante la crisi delle vendite, una delle aziende più importanti nella produzione di smartphone.

venerdì 9 maggio 2014

Batman n.25: la saga Anno Zero non decolla!

 
Siamo alle prese con la saga "Anno Zero", una saga che c'è stata anticipata come rivoluzionaria, inedita, ma che in questo numero non fa altro che scimmiottare fumettisticamente l'Anno Uno di Frank Miller.
Vedere un Bruce Wayne fatto a pezzi dalla gang del Cappuccio Rosso, e che smarrito nelle sue incertezze trovi la risposta in un pipistrello, potrebbe essere per alcuni emozionante, ma tutto è già stato visto.

In questo modo la saga che stava prendendo il volo, ritorna indietro e rimane ferma a elementi narrativi già esplorati.

Si giudica alla fine una storia, ma questi alti e bassi deludono, e non poco, chi si aspettava da questa saga qualcosa di veramente speciale e inedito.

La seconda storia vede sempre Bruce Wayne in giro per il mondo alla ricerca di allenamenti veri e crudi per poter migliorare le proprie abilità.

Come per il fumetto precedente la storia risulta essere breve e di poca efficacia. Non si riesce a capire perché rubare in questo modo pagine alla saga. La storia si regge sull'etica di Bruce che non si piega mai. Un giovane Wayne  che non vuole uccidere i suoi nemici per non mettersi al pari dei criminali stessi. Ma più che storie inedite sembrano tributi alla Storia del Pipistrello. 
 Non c'è guizzo, genialità; tutto rende ad aumentare la delusione per questo numero che frena il progresso degl'ultimi numeri della saga "Anno Zero".

Di tutt'altra pasta è lo scontro, nella terza storia, con Wrath alias Caldwell, il quale è interessato a comprare l'azienda di Wayne per scoprire tutti i segreti di Batman.

Bruce, dopo un primo scontro perso, decide di entrare all'interno dell'azienda dell'armaiolo Caldwell, insieme ad Alfred in veste ufficiale per trattare in qualche modo l'offerta. Ma tutto diventa una sorta di preambolo prima del vero scontro.

L'impianto fumettistico potrebbe sembrare scontato, ma le scene vanno via che è un piacere collegate da buoni dialoghi, sorretti da un allenamento in chiave karate tra i due protagonisti.

Poi il colpo di scena e Alfred finisce nella tana di Wrath: lo scontro ora può iniziare.
Ultima storia è quella di Nightwing alle prese con il Burlone e con la caccia a Tony Zucco. Come tante altre volte, tocca all'ex Pettirosso salvare il numero della testata fumettistica del suo mentore.

L'impresa gli riesce di nuovo perché questa puntata della storia su Nightwing è scintillante, con un ritmo elevato e un avversario, il Burlone, che sorprende per la sua completa follia e il suo perfezionismo nel programmare gli attentati. Un criminale moderno finalmente: un hacker terrorista con piani indecifrabili.

Nightwing cerca di prevedere le mosse, ma rimane sempre un passo indietro rispetto al Burlone, quasi come se l'ingegno di quest'ultimo, sia completamente di tutt'altro livello rispetto all'ex Robin.

Inoltre la città è sconvolta dalla scoperta che Tony Zucco sia stato per anni nascosto dal Sindaco di Chicago sotto un'altra faccia e un sotto un altro nome. E sarà proprio Tony Zucco a far esplodere nel finale il fumetto con il colpo di scena ad effetto.

Ecco, a volte basta poco per creare qualcosa d'importante. Nightwing si conferma come una storia di alto livello, e questo lo fa da ormai 25 numeri, con veramente pochi bassi. Forse quando le aspettative sono minime e si lavora in tranquillità, i risultati sono più facili da ottenere.

Snyder invece cerca una via tutta sua, ma in questa saga sono già troppi i suoi alti e bassi. Certo, si dovrà giudicare alla fine, e non nego che con il numero passato avevo creduto che il bello stesse per arrivare, ma con questo numero si ritorna indietro... il volo tarda ad arrivare e chissà se arriverà!!!

Voto 6.5


venerdì 11 aprile 2014

BATMAN "ANNO ZERO" PRENDE QUOTA! ECCO IL NUMERO 24.


Arriva in tutte le fumetterie ed edicole italiane, il numero 24 della serie "Batman".

A trainare il mensile, il grande evento di "Anno zero".

La prima storia, è la continuazione del capitolo precedente riguardante le origini inedite di Bruce Wayne.
Finalmente la storia inizia a prendere tutt'altra piega, rispetto ad un inizio deludente.

Traspare da questa seconda parte, la vera essenza del giovane Bruce. Un Bruce completamente testardo nelle sue ragioni, impulsivo, lontano anni luce dal lucido calcolatore che è diventato nel corso degli anni.
Sembra di leggere quasi un altro fumetto, ed è forse questa la vittoria più grande per Snyder.

È l'origine, e quindi vengono messi in risalto proprio gli elementi più scontrosi del personaggio. Come quando il giovane Wayne prende per il collo il maggiordomo Alfred. È veramente molto strano vedere una scena del genere, ma è assolutamente naturale nell'incastonazione narrativa che Snyder ha voluto imprimere alla storia.
Il colpo di genio viene dato con l'oroboro: una discussione circolare che si rifà all'animale che si mangia la coda e che imprime, i suoi elementi, nella mente diabolica di Nygma, anch'esso in una sua naturale origine.

Ci siamo, la storia sta prendendo quota. S'intravedono i primi tocchi di classe; la terza parte, sono sicuro, inizierà veramente a farci divertire... o almeno lo spero.

La seconda storia del fumetto, molto breve, cala il livello del numero 24.

Bruce, sempre nell'epoca "Anno zero", viene messo alla prova da Sergei, all'interno di un luogo oscuro e chiuso.

Wayne riesce alla fine a trovare una soluzione per uscire dal luogo sotterraneo, e nella sequenza finale si scoprirà che, quel luogo sotterraneo, è la sfinge egizia.

Bello il riferimento alla storia precedente con la presenza della sfinge, ma davvero poco per entusiasmare.
La terza storia, invece, è incentrata nel mondo odierno, in realtà inizia tutto con un prologo: poco coinvolgente e con concetti già visti troppe volte, come quello che vede la polizia, combattere Batman come  un criminale.
Bruce è alle prese con le offerte del Signor Caldwell, un armaiolo che vorrebbe acquistare la Wayne Enterprise, ma il nostro eroe non si fida.

Intanto la polizia deve subire gli attacchi di una nuova organizzazione con a capo un diabolico personaggio dal nome "Wrath".

Alla fine il colpo di scena, anche se molto prevedibile, Wrath è Caldwell!

Storia insipida, senza picchi significativi. Tutto scivola in cliché fumettistici già visti. La fine sembra quasi annunciata.

Quarta e ultima storia, è quella su Nightwing che è alle prese con la caccia a Tony Zucco, ora a Chicago. Proprio a Chicago, l'ex Red Robin,  incontra un altro particolare personaggio: il Burlone.

Come al solito il fumetto, quando si tratta di Nightwing, sale di livello. Infatti, quando tutto si concentra sulla caccia a Tony Zucco, ecco che arriva il colpo di scena targato Burlone, che mette a ferro e a fuoco Chicago.
Tante scene fumettistiche d'azione, tanta adrenalina e coinvolgimento. Il Burlone sembrava ormai dalla parte di Nightwing, ma la sua imprevedibilità è il segno tangibile dell'alto livello di questa storia. Molto bella anche la scena finale, con il piano del Burlone per tenere immobili i poliziotti rapiti.

Si conclude cosi un numero che nelle sue storie principali mostra i denti, mentre nelle storie minori nessuna sorpresa, il livello rimane basso. Anno zero inizia a prendere quota. Ne vedremo delle belle!

Voto 7.5



sabato 22 marzo 2014

"Il Cavaliere Oscuro n.11": un numero riuscito a metà!


Partiamo subito dicendo che siamo di fronte ad un buon numero! Un'uscita finalmente "potente", con storie ben scritte e scene che rimangono a lungo termine. Il difetto è la lunghezza, il susseguirsi, nella seconda parte, di troppe storie deboli.
Ma partiamo dall’inizio.

 La prima storia è molto curiosa. Pinguino, Cappellaio matto e Spaventapasseri si ritrovano in una casa proprio nella notte di Halloween. Ognuno di loro ha ricevuto un messaggio, ma nessuno di loro sa da chi. Inizia in questo modo una sorta di teatrino fra i tre, tutto concentrato sulle paure provocate dal "fantasma" di Batman. Stupende alcune battute ironiche "Che poi quei nomi (riferito agli accessori), ma dove li trova?" Una storia originale, con i disegni di Kudranski che sono come dei dipinti incastonati in un fumetto. Stupendi, forse ispirati al volume "Batman: urla nella notte"!

 La seconda storia vede Batgirl tentare un riavvicinamento con Batman. Batgirl vive un momento difficile dopo aver ucciso suo fratello ormai in preda a deliri criminali. La storia che traspare tra i due pone tutta l’attenzione sulla rabbia di Batman. Stupende le scene finali, i dialoghi. Ormai Batman sembra un leone in gabbia, chiuso nella sua rabbia demolitrice. In questa storia i difetti di Batman vengono a galla, ecco perché amiamo questo fumetto: perché il nostro eroe non è perfetto, ma una parte reale di una persona immaginaria.

La terza storia non è bella come le altre due, ma prepara il terreno per nuove emozioni. Sembra quasi di essere davanti al film “Il camorrista”, con l'ormai ex Pinguino Imperatore nei panni del "Malacarne"! Forse tutto va via velocemente e banalmente, ma è solo l'inizio di una rivoluzione all'interno del carcere Blackgate.
La quarta storia breve ha come protagonista Langstrom, il Dottore Man-bat, alle prese con la lotta contro la sua trasformazione animalesca. Storia troppo breve per lasciare il segno!

 La quinta storia è leggermente più coinvolgente con il ritorno di Bruce a Ghotam. È ispirato all'Anno zero, ma tutto è raccontato in modo superficiale, con poche attenzioni sui dettagli: l’arrivo improvviso di Bruce, è il segno tangibile di come questa storia sia stata buttata lì per far numero.

Ma perché pubblicare roba del genere e invece non allungare storie buone come le prime due?! Altri misteri Dc comics!

L'ultima storia chiude il fumetto in "tragedia". Una storia  veramente senza senso; senza capo nè coda. Povero Nightwing, gettato nella mischia di questo fumetto che nelle ultime storie mostra tutte le sue debolezze. Un numero riuscito a metà.

Prima parte bellissima con tanti spunti importanti. Poi il fumetto chiude il sipario lasciandoci storie che hanno come unico obiettivo: coprire i 4 euro e 95 del prezzo del fumetto. Ci vorrebbero due voti per questo fumetto! Ma alla fine…


Voto 6.5