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sabato 18 marzo 2017

Batman Rinascita stenta a decollare!


Il fatto è che la Rinascita non riesce ancora a convincere. Parliamoci chiaramente: qualche buono spunto c'è, come l'ingresso di personaggi nuovi legati a storie interessanti come quella di Gotham e Gotham Girl, ma la debolezza di King sta proprio nella costruzione della trama, in quella fragile composizione fumettistica che non dà curiosità e suspance al lettore. Sembra che ancora King stia cercando una strada da seguire con la speranza di trovare l'alchimia giusta fra ritmo e dialoghi importanti. Ben diversa è la situazione di Finch che regala disegni compatti e di grande efficacia. 

Detective Comics invece riesce ad essere più interessante con una bella trama che si poggia tutto sulla guerra fra padre e figlia Kane, che si ritrovano così, al centro di un apocalittico gioco finale. La squadra criminale creata da Batman regge bene la scena e il livello è superiore rispetto alla storia precedente. 

Mentre Nightwing si attesta sempre su buoni livelli anche se ci piacerebbe vederlo svincolato da questa suo continuo percorso fatto di spionaggio e trame segrete. Ma in fondo l'ex Robin porta avanti la battaglia più pericolosa, quella con i Gufi che si preparano all'invasione di Gotham.

C'è ancora poca grinta nella Rinascita, si rimpiange in questo modo Snyder che nonostante molte volte abbiamo sbagliato i finali delle storie, gli va dato il merito di aver creato sempre storie avvincenti e piene di suspance. Speriamo che anche Tom King possa riprende parte dei pregi della gestione di Snyder e cambi rotta in modo drastico.

Voto al fumetto: 6.5

martedì 3 maggio 2016

Batman 48: la bellezza di un caso...



'Un caso semplice', in Batman 48, è una storia che ci mostra tutto il potenziale di Scott Snyder che, se affiancato da mostri sacri come Azzarello, riesce ad incantare il pubblico in modo speciale.

Infatti, Un caso semplice è una storia davvero bella dove in poche pagine, viene mostrato non solo la drammaticità della periferia ma anche l'assoluta fragilità di Batman, il quale non vola come Superman o risolve i problemi con la velocità di Flash, ma è un essere umano che può sbagliare, una persona come tante con i propri dubbi e le proprie debolezze.
Scott ci mostra un Batman che sbaglia nella costruzione della ricerca del colpevole, capendo solo alla fine che l'unica cosa per la quale non bisognava sbagliare, era prendere in tempo quel ragazzo finito nella disperazione più profonda.
Il tutto è costruito con realismo, in stile Gomorra 2.0, e proprio quando c'è Brian Azzarello i picchi di realismo toccano vette incredibili.
Peter è figlio di un mondo atroce che non ti lascia altra scelta che comprometterti per salvaguardare la tua serenità e quella delle persone a cui vuoi bene. Peter è figlio della disperazione, di un mondo dove vincono i criminali, non sempre, ma sicuramente spesso. Gotham diventa la sinneddoche della provincia più malfamata, una sorta di simbolo della corruzione e del destino andato a male .
Bravo Scott, voto 8.
Anche il finale è tirato, emozionante, con frasi ad effetto. Jock disegna alla grande dandoci proprio quell'atmosfera noir che è perfetta per una storia del genere. Insomma, ci siamo, forse questo mensile dovrebbe contenere più storie del genere e meno sceneggiature scialbe come quella di SuperPesante.

venerdì 9 maggio 2014

Batman n.25: la saga Anno Zero non decolla!

 
Siamo alle prese con la saga "Anno Zero", una saga che c'è stata anticipata come rivoluzionaria, inedita, ma che in questo numero non fa altro che scimmiottare fumettisticamente l'Anno Uno di Frank Miller.
Vedere un Bruce Wayne fatto a pezzi dalla gang del Cappuccio Rosso, e che smarrito nelle sue incertezze trovi la risposta in un pipistrello, potrebbe essere per alcuni emozionante, ma tutto è già stato visto.

In questo modo la saga che stava prendendo il volo, ritorna indietro e rimane ferma a elementi narrativi già esplorati.

Si giudica alla fine una storia, ma questi alti e bassi deludono, e non poco, chi si aspettava da questa saga qualcosa di veramente speciale e inedito.

La seconda storia vede sempre Bruce Wayne in giro per il mondo alla ricerca di allenamenti veri e crudi per poter migliorare le proprie abilità.

Come per il fumetto precedente la storia risulta essere breve e di poca efficacia. Non si riesce a capire perché rubare in questo modo pagine alla saga. La storia si regge sull'etica di Bruce che non si piega mai. Un giovane Wayne  che non vuole uccidere i suoi nemici per non mettersi al pari dei criminali stessi. Ma più che storie inedite sembrano tributi alla Storia del Pipistrello. 
 Non c'è guizzo, genialità; tutto rende ad aumentare la delusione per questo numero che frena il progresso degl'ultimi numeri della saga "Anno Zero".

Di tutt'altra pasta è lo scontro, nella terza storia, con Wrath alias Caldwell, il quale è interessato a comprare l'azienda di Wayne per scoprire tutti i segreti di Batman.

Bruce, dopo un primo scontro perso, decide di entrare all'interno dell'azienda dell'armaiolo Caldwell, insieme ad Alfred in veste ufficiale per trattare in qualche modo l'offerta. Ma tutto diventa una sorta di preambolo prima del vero scontro.

L'impianto fumettistico potrebbe sembrare scontato, ma le scene vanno via che è un piacere collegate da buoni dialoghi, sorretti da un allenamento in chiave karate tra i due protagonisti.

Poi il colpo di scena e Alfred finisce nella tana di Wrath: lo scontro ora può iniziare.
Ultima storia è quella di Nightwing alle prese con il Burlone e con la caccia a Tony Zucco. Come tante altre volte, tocca all'ex Pettirosso salvare il numero della testata fumettistica del suo mentore.

L'impresa gli riesce di nuovo perché questa puntata della storia su Nightwing è scintillante, con un ritmo elevato e un avversario, il Burlone, che sorprende per la sua completa follia e il suo perfezionismo nel programmare gli attentati. Un criminale moderno finalmente: un hacker terrorista con piani indecifrabili.

Nightwing cerca di prevedere le mosse, ma rimane sempre un passo indietro rispetto al Burlone, quasi come se l'ingegno di quest'ultimo, sia completamente di tutt'altro livello rispetto all'ex Robin.

Inoltre la città è sconvolta dalla scoperta che Tony Zucco sia stato per anni nascosto dal Sindaco di Chicago sotto un'altra faccia e un sotto un altro nome. E sarà proprio Tony Zucco a far esplodere nel finale il fumetto con il colpo di scena ad effetto.

Ecco, a volte basta poco per creare qualcosa d'importante. Nightwing si conferma come una storia di alto livello, e questo lo fa da ormai 25 numeri, con veramente pochi bassi. Forse quando le aspettative sono minime e si lavora in tranquillità, i risultati sono più facili da ottenere.

Snyder invece cerca una via tutta sua, ma in questa saga sono già troppi i suoi alti e bassi. Certo, si dovrà giudicare alla fine, e non nego che con il numero passato avevo creduto che il bello stesse per arrivare, ma con questo numero si ritorna indietro... il volo tarda ad arrivare e chissà se arriverà!!!

Voto 6.5


sabato 19 aprile 2014

"ALL STAR BATMAN E ROBIN": STORIA DI UN CAPOLAVORO!



Un concentrato di adrenalina pura e azioni fumettistiche con un alto tasso di coinvolgimento.

Batman e Robin All star, è una storia incentrata sulle origini del rapporto fra il Cavaliere Oscuro e il giovane Robin.

Ci troviamo dinanzi ad un Batman durissimo, senza tregua per i criminali; senza dar troppo peso ai dolori morali, all'età giovane di un ragazzo di dieci anni.

È un rullo compressore Batman, che stende gli avversari, che calcola le debolezze dei suoi colleghi mascherati come Lanterna verde.

È un eroe ribelle quello costruito da Miller; un eroe che si pone in uno spazio tempo fumettistico che va oltre il solito cliché di "buono che salva il mondo".

Qui il Cavaliere Oscurato, è il Cavaliere della ragione al servizio della giustizia. Una giustizia che molte volte ha bisogno di elevarsi e rompere le catene di una giustizia apparente ormai corrotta, ipocrita e codarda.

Robin è il mastino che mancava, colui che Batman, egoisticamente, pone come alleato per la sua lotta contro il crimine. Dick è un bambino smarrito, confuso, il quale viene sconvolto dalla morte dei suoi genitori, ma Batman non gli dà il tempo di ponderare il suo dolore, e qui sbaglia terribilmente, perché lascia aperta una ferita che, solo nel finale del volume, riuscirà veramente a cicatrizzare.

Gli altri personaggi sono tasselli di un puzzle stupendo ove ogni ideale, viene posto al servizio della propria lotta.

Ironici sono i riferimenti a Superman, straordinaria è la complicità fra Batman e Robin quando si trovano davanti Lanterna Verde intinto sul viso dalla vernice gialla. Una complicità che poi, negli anni a venire, scemare incredibilmente.

Ma qui non ci sono più contrasti: Dick accetta, anzi, viene obbligato a fare del suo dolore un punto di partenza per diventare qualcosa di eccezionale. Batman lo prende per i capelli, lo salva dal baratro ma ponendolo all'interno della mischia.

La Storia è stata scritta, uno dei più grandi capolavori sull'universo Batman, ha lasciato per sempre il segno!


Voto 9

martedì 11 marzo 2014

Batman "Anno zero": quando le aspettative vengono deluse!


Un inizio lento per la nuova e attesa saga Anno zero! Una storia che parte lenta, un fumetto che solo nella parte finale regala grandi emozioni!

Anno zero inizia con il ritorno di Bruce Wayne dopo 7 anni dalla sua partenza. Il suo ritorno ha un obiettivo: la lotta infinita per sconfiggere la gang del Cappuccio rosso che infesta la città di Gotham.

La storia ha dei flash-back continui che ci riportano ad un Bruce piccolo e a dei momenti di grande coinvolgimento con il padre. A rompere la tranquilla routine fumettistica ci pensa lo zio di Bruce e il suo alleato “Enigma”.

La storia non parte forte, ci si perde a volte in scene completamente lente come il discorso fra lo zio di Bruce e quest’ultimo.

Siamo di fronte ad un inizio lento che prepara il terreno ad una storia che dovrà emozionare tutti i lettori. Il percorso narrativo s’impenna verso la fine, ma veramente troppo poco per lasciare il segno. Ci aspettavamo di più. Magari bastava solo insistere con più riferimenti al passato; lasciare più spazio alle emozioni e meno a fili narrativi che lasciano il tempo che trovano.

La seconda storia breve è veramente quanto di più banale possa esserci.

Storia inutile che vede un giovane Bruce in fuga con un noto criminale della città. Forse la storia più brutta letta in 23 numeri: insensata, buttata lì. Sembra quasi un passo breve di una storia a sè stante. Veramente non si riesce a capire il perché abbiano gettato dentro questo stralcio fumettistico di bassissima leva. Misteri editoriali!

La terza e ultima storia sfiora invece il capolavoro.

Batman è all'interno del manicomio di Gotham per testare le nuove trappole ideate da Jeremiah Arkham. Nella stessa notte, però, decide di evadere il paziente più vecchio di Arkham: l'Anacoreta, una signora con una storia travagliata alle spalle.

La storia ha un ritmo molto elevato e quando l'Anacoreta si ritrova dinanzi a Batman: è spettacolo puro. L'Anacoreta vuole uccidere Batman reo di aver fatto di Arkham un inferno. La terribile signora entra nella mente di Batman. È il momento più alto.

Batman diventa fragile nella mente: la sua unica debolezza. L'Anacoreta capisce che per ucciderlo deve spostare lo scontro nell’inconscio enigmatico del Cavaliere Oscuro.
Batman cade, viene tormentato dai suoi ricordi, dalle sue perdite. Il colpo finale viene evitato dal nuovo inserviente di Arkham che salva letteralmente la vita a Batman.

Il pipistrello vola via, sconfitto ancora una volta dalle sue paure! L'Anacoreta viene nuovamente rinchiusa, la serenità torna nel manicomio più pauroso del mondo. Le celle di Arkham si sono richiuse alla fine, ma le emozioni scorrono ancora. Grandissima storia, da dedicargli un volume intero!

La sorpresa quindi viene da una storia non principale. Per quanto riguarda Anno Zero, quindi, delusione cocente. Sembra quasi una Gotham diversa, meno cupa con un'atmosfera più rassicurante. Naturalmente siamo convinti che il ritmo si alzerà ma per ora rimaniamo con l'amaro in bocca. Snyder sorprendici!! Mentre per Capullo cosa dire: disegni superlativi e quel primo piano nella terza storia con Batman ammanettato, che vale da solo il prezzo di tutto il fumetto, anzi, di più! 



Voto al fumetto: 6.5