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lunedì 22 gennaio 2018

Il tour di Vasco 2018 raccontato dai fans!


I fans al centro del nuovo progetto di Davide Beltrano IlFolle

Saranno ancora i fans a raccontare il nuovo tour 2018 di Vasco! Si sa, il nuovo tour di Vasco sta già facendo impazzire i fans che non vedono l’ora di rivedere il ritorno live del Blasco.

Le voci sul cambiamento della band non hanno avuto per il momento conferma ecco perché tutto dovrà essere definito nei prossimi giorni. Ad aumentare l’attesa ci ha pensato Davide Beltrano IlFolle (scrittore musicale lanciato proprio da Vasco Rossi nel 2010), il quale, ha annunciato che insieme alla Dino Vitola Editore, racconterà il nuovo tour data per data fra narrazione, statistiche e curiosità inedite.

Dopo il grandissimo successo di “E poi Modena fans”, il naturale seguito per regalare ai vasconvolti ancora un piccolo gioiello bibliografico, sempre in edizione limitata. Un tributo onesto e sincero. Inoltre, saranno ancora i fans a raccontare tutto attraverso le loro foto, sì, ancora una volta i fans a scrivere la storia. Quindi preparate bene gli smartphone e le fotocamere perché da luglio partirà il contest per far parte del libro che racconterà il nuovo tour del Blasco.

Voci di corridoio dicono che il titolo sia “KOM NON STOP LIVE 2018” e che ad accompagnare il libro ci saranno nuove testimonianze inedite e altre che proseguiranno il discorso iniziato nel primo libro.

Fonte:

Spettakolo.it

martedì 10 gennaio 2017

UN CONCERTO DI VASCO...


"Cos'è un concerto di Vasco?!
E' dolore, sofferenza, è un grido potente che viene finalmente liberato.
E' pianto a dirotto, poi un sorriso e un bacio stampato in bocca.
E' una tempesta, una bufera; poi il sole, la notte, le stelle... il sogno di una vita diversa.
Poi boom, arriva la realtà!! Questo è un concerto di Vasco!" disse il Saggio all'Arrogante... ormai scomparso!

venerdì 11 novembre 2016

Vi racconto gli inediti di "Vasco Rossi -Non Stop-".


UN MONDO MIGLIORE: non ce n'è per nessuno!!! Un brano del genere, sentito per la prima volta o risentito per la ventesima, colpisce e non ti lascia indifferente. È una sorta di capolavoro senza paura di esserlo! Il testo, questo testo, ha una sorta di magia intrinseca, ti porta via, ti porta in un mondo migliore, che non è quello senza guerra, divisioni, o i soliti slogan, ma è quello dove la libertà non costa più rimpianti, dove essere se stessi non è più punibile, dove gli attimi non sono lampi che passano velocemente ma momenti che durano a lungo! Non è una canzone qualsiasi, questo è un viaggio musicale, una di quelle che rimangono per sempre.

L'AMORE AI TEMPI DEL CELLULARE: canzone senza grandi pretese, molto guascona, divertente ma che contiene una piccola chiave di lettura altamente ironica e geniale. Prima parte lei che chiama e non lo trova mai; seconda parte con lui che si scusa con il ti amo dai finale paraculo. E poi quel ritornello ironico, beffardo, non lo sopporto eppure questo aggeggio è qua con me sempre. La musica di questo brano è molto rock solo con ingressi elettronici negli intermezzi ma con un assolo da paura verso il finale.

COME NELLE FAVOLE: bisogna mettere dentro una musica trascinante e un testo d'amore che sembra quasi elementare ma che nasconde tanti spunti interessanti. "Io e te dentro un bar a ridere. Io e te seduti sul divano, avere dei vicini": quello che Vasco dedica alla donna, la sua, non è un amore paradossalmente 'Come nelle favole' ma un amore vero e semplice a discapito del quotidiano paurosamente noioso. Quelle che il Blasco canta, infatti, sono situazioni prettamente quotidiane ma che diventano uniche avendo la propria donna a fianco. Non ci sono cavalli o limousine dorate ad aspettare i due innamorati, ma un divano, una chiacchiera del più e del meno, una sorta di vita abitudinaria che però se vissuta con passione, diventa l'avventura più spericolata di sempre. Ed è questo l'amore: immaginare prima di vivere, senza dar retta a nessuno, senza pensare a qualcuno. E poi i cori nel finale dal gusto retrò che sono perfetti con l'alternanza della voce di Vasco che sparisce e poi ritorna, sparisce e poi ritorna. Tutto semplicemente fantastico, sì, 'Come nella favole!'

PIÙ IN ALTO CHE C'È: per spiegare la bellezza di questo brano voglio fare un esperimento, eccolo qua.
'Se ti fermi a guardare le cose che vuoi e ti accorgi che poi «non lo sai»':
è l'incertezza dell'essere umano, il voler qualcosa che poi non sai mai bene cos'è. La mente umana ci spinge ad avere degli obiettivi che puntualmente poi cambiano a seconda delle situazioni. È l'instabilità che ci rende più interessanti.

'Se ti fermi a guardare le cose... che hai e t'accorgi che poi... «non le vuoi»': 
quante volte abbiamo pensato a quante cose avremmo voluto, che avevamo desiderato. Tutto ciò che si ha non sempre si vuole, ma a volte ci si accontenta, ci si guarda intorno e si va avanti, nonostante tutto.

'Se ti fermi a guardare più in alto di te!... E ti accorgi che sopra NON C'È...non c'è niente di Quello che Cerchi... allora... COS'È':
la ricerca continua di un Dio, di una speranza che possa salvarci. Ma la vita non è come nei film, qui non arrivano entità superiori a salvarci, qui si può cercare qualcosa, ma solo dentro noi stessi.

'Se ti fermi a guardare, qualcosa per strada... e ti accorgi che è presto, però... non si può perder tempo a cercare qualcosa e ti accorgi che è tardi però':
non si può cercare a volte nella vita un sentimento e rimproverarsi che sia ancora troppo presto per viverlo. E quante volte hai detto "Ora è troppo presto. Ora non voglio innamorarmi più, ora è troppo presto per un'altra avventura". E quante volte invece hai detto "no" perché era troppo tardi, quante scelte son venute dopo?! Ed è qui la strofa principale: la vita è una questione di tempo, di trovare il momento giusto, arrivare quando si deve: rimanere in equilibrio, quello è il segreto più grande.

'Non importa che cerchi «per forza» Qualcosa, «qualche cosa» che... Dopo NON C'È!... non c'è niente che Conti qualcosa... e allora... COS'È': 
e quindi non conta ciò che tu credi di vedere ma ciò che tu vorresti avere. Non c'è bisogno di rincorrere per forza un modo di essere o di pensare, bisogna lasciarsi andare. E poi arriva lei, "Una donna, la donna per 'te'"