giovedì 15 ottobre 2015

LE 7 CANZONI PIÙ ROCK DI FABRIZIO MORO!


Una piccola classifica per scoprire le 7 canzoni più rock di Fabrizio Moro, non le più belle, ma quelle che hanno una costruzione puramente rock dall'inizio alla fine. Naturalmente il criterio è personale e opinabile in total modo. Una piccola classifica per iniziare un nuovo discorso su Fabrizio. Ecco a voi le 7 meraviglie più rock della discografia Moropatica.  
-Canzoni in versione studio-.  


7-Everybody: Basso in apertura che evidenzia la venatura rock. Poi chitarre e batterie potenti nell'album più rock di sempre: "Ognuno ha quel che di merita"! 

6-Banale spiegazione: un pezzo straordinario, molto tirato grazie ad un rock che non lascia spazio a venature pop. Batteria in primo piano sorretta da chitarre distorte che rendono il pezzo più accattivante. 

5-Desiderare: entriamo nella top 5. Una partenza soft ma già importante con un arrangiamento rock in evidenza. Poi l'esplosione, le chitarre in azione e un martellamento senza tregua. Un pezzo monumentale.  

4-Non importa (bonus track): arrangiamento martellante, adrenalinico, molto rock ed energico. Forse si perde leggermente nell'inciso ma la costruzione armonica è per la maggior parte puramente in stile rock. Gran pezzo.  

3-Lisa: e ve l'aspettavate sul podio?? Non stiamo parlando della canzone più bella, ma di quella che ha sonorità più rock, e Lisa, rappresenta l'essenza del rock nostrano. Una canzone costruita tutta su un arrangiamento puramente in stile rock: chitarra, basso e batteria. Trascinante, potente e con ritornello da stadio. Sonorità in pieno stile rock quindi, dall'inizio alla fine senza tentennamenti. 

2- Gastrite: si arriva al secondo posto, ed è una una delle canzoni più spietate. Atmosfere ironiche nelle strofe per poi sferrare il colpo rock nell'inciso. Sonorità quasi punk e batteria invadente a dettare il passo di questo pezzo imponente.

1-Svegliati: intro elettro-rock che poi esplode in un inciso dove la fa da padrone il trionfo delle chitarre. Poi ritmo nuovamente basso per poi riesplodere con più veemenza. Pezzo rock potente, quello più duro di sempre, quello più rock!!  


   

martedì 13 ottobre 2015

I 15 ASSOLI DI CHITARRA ELETTRICA PIU' BELLI DELLA DISCOGRAFIA DI VASCO!


Dopo gli album più rock di Vasco, ecco i 15 assoli di chitarra elettrica più belli contenuti nelle canzoni del Blasco. Naturalmente come al solito la classifica è difficile e il gusto personale è l'unico criterio che ho seguito. Non parliamo delle canzoni più rock, attenzione, ma solo di quelle con gli assoli più belli, tra cui, appunto, tante ballate. Gli assoli riguardano le canzoni registrate in studio, quindi sono esclusi i live, anche perché a volte vengono modificati o aggiunti.
Aspetto anche le vostre classifiche nei commenti, e ricordate, Vasco è il re degli assoli, il re assoluto!!!!


15- Le cose che non dici: assolo finale molto tecnico e contorto. Un assolo sottovalutato forse perché all'interno di una canzone poco conosciuta.

14- Ho bisogno di te: assolo centrale diretto e abbastanza potente. L'assolo spezza la canzone in due ed è un tocco geniale per separare la linearità del testo.

13- Mi si escludeva: assolo finale tirato e in linea con la canzone molto dura nel testo. E' il rock a farla da padrone.

12- Dimentichiamoci questa città: assolo in stile anni '80 preceduto da un tripudio di suoni molto duri. Assolo centrale molto penetrante.

11- Gioca con me: altro assolo centrale, questa volta ancora più potente e veloce. Slash alla chitarra è un lusso e in questa esibizione lo dimostra senza mezzi termini.

10- Siamo solo noi: assolo finale che rappresenta un'epoca. Sono le sonorità che hanno fatto famoso Vasco nel mondo del rock mondiale. Basta una piccola nota di questo assolo per scatenare il putiferio. Lo stile è inconfondibile.

9- Vivere non è facile: assolo nella seconda parte del pezzo quasi liberatorio. Le note vanno avanti mentre la mente sogna una vita diversa, un 'mondo migliore' (e a proposito magair in futuro ci sarà un assolo riferito a queste due parole?), è la magia di quest'assolo in pieno stile americano.

8- Qui si fa la storia: altro assolo in stile americano, questa volta creato da Stef Burns. Molto tecnico, con un suono compatto e hard rock. Siamo dinanzi ad una vera perla.

7- Un gran bel film: arriva ancora una volta nell'intermezzo uno degli assoli più prepotenti della discografia vaschiana. Arriva dritto al cuore, una vera e propria valanga rock che si abbatte sull'ascoltatore. Perfetto, stiloso, iconografico!

6- Lo vedi: è forse uno degli assoli più brevi, ma è sicuramente uno, se non il più potente di tutti. Siamo sull'heavy metal, e infatti le sonorità sono uniche, originali, direi quasi spietate. Cazzo che assolo!

5- C'è chi dice no: l'assolo delle determinazione, quello della perfezione stilistica di Solieri. Un assolo che, come per 'Siamo solo noi', segna un'epoca e rimane leggenda nella storia del rock mondiale. Perla senza tempo!

4- Vivere: e arrivano i brividi! L'assolo di 'Vivere' è il tassello che chiude un pezzo monumentale. Assolo quasi ispirato ai Guns N' Roses, con una sonorità che esplode proprio nel momento perfetto e che segna un nuovo inizio nella canzone leggera italiana.

3- Il mondo che vorrei: assolo energico, adrenalinico, lungo e contorto. La perla degli anni '00, una power ballad con l'assolo della gloria fatto da Michael Landau, sì, l'assolo della liberazione. Una botta rock paurosa, determinata... vascolizzata. Chapeau!!!

2- Albachiara: l'assolo più conosciuto di tutti: quello della chiusura dei concerti ma non solo. L'assolo di Solieri, di quel lungo giro di chitarra inedito per quegl'anni e che ha fatto scuola a tanti ragazzi che hanno iniziato a suonare la chitarra elettrica. Siamo sui livelli più alti, siamo nella Storia vera e propria della musica rock mondiale!

1- Gli Angeli: e siamo al top dei top, alla perfezione, all'assolo più bello di tutti. C'è difficoltà ritmica nell'eseguirlo, spessore compositivo, il tutto viene suggellato dalla bravura di 'Landau', non uno qualunque. Vasco trova la degna chiusura di un pezzo intimo, commovente... fra i più belli di sempre. L'assolo è lunghissimo, evasivo, la ciambella col buco che chiude questa classifica stupenda!!

domenica 11 ottobre 2015

BATMAN ETERNAL: UNA SAGA CHE ENTUSIASMA!



'Batman eternal' é una di quelle saghe che ti tiene incollato al fumetto fino all'ultima tavola.  

C'è un continuo susseguirsi di colpi di scena, di azione, di storie che lasciano il posto a vendette personali. Snyder dimostra che se coadiuvato da altri grandi artisti come Tynion IV, può riuscire a scrivere pagine importanti della storia batmaniana.  

E Batman Eternal è una saga che farà la storia, la farà perché il livello di coinvolgimento e di scorrevolezza dell'impianto narrativo è molto alto, anche quando si fondono insieme più questioni, più racconti individuali che vanno a fare da corredo alla trama principale.  

Ed è così che anche Hush cade nel suo ego criminale, troppo preso dai suoi progetti per accorgersi dell'ira nascosta del commissario Bard contro Batman. Quest'ultimo regge ma con l'aiuto della sua bat-famiglia, chr mai come ora è così unita a sostenerlo.  

E nonostante tutto, la netta sensazione di trovarsi dinanzi all'ennesimo colpo di scena, dinanzi ad una nuova prospettiva narrativa. 'Il Cavaliere Oscuro' diventa un mensile fondamentale anche e soprattutto grazie ad Eternal che sta tirando fuori il meglio o il peggio di Gotham; una Gotham che ferisce anche i suoi presunti eroi: c'è, infatti, una confusione tremenda fra giusti e sbagliati, fra eroi e impostori. A Gotham regna il caos più terribile, l'anarchia completa a servizio dei più grandi criminali di sempre.  

E poi quei disegni di Fabok nella prima parte del fumetto, che rendono questi episodi di Eternal ancora più unici e interessanti.  

Si va avanti in questo modo allora, facendo leva su questo impianto narrativo che regge alla grande e sperando che il livello fumettistico, e quindi, anche e soprattutto il livello dei dialoghi, rimanga su queste vette che attualmente sono davvero una manna dal cielo... di Gotham.  

Wiva 'Batman Eternal'!!

giovedì 8 ottobre 2015

'BATMAN URLA NELLA NOTTE': QUANDO IL FUMETTO RACCONTA LA REALTA'!

Archie Goodwin e Scott Hampton, ci portano all’interno di una realtà delicata come quella sugli abusi sui minori. Con drammatica delicatezza, i due autori pongono l’universo di Batman, all’interno di un thriller con risvolti psichici dolorosi anche per il Cavaliere Oscuro, qui in completa difficoltà nelle sue decisive decisioni. Un fumetto che volge il suo sguardo altrove, rappresentando così,  il riflesso terrificante di una realtà, che tante volte, non vogliamo vedere
LE IMPRESSIONI

È un fumetto dedicato ai bambini ma non per bambini.
Loro devono leggere per divertirsi, per evadere da questa realtà opprimente e schifosa che, in alcuni suoi tratti, si manifesta. Batman urla nella notte, pone il faro sul mondo delle violenze sui minori. È un fumetto che non pone Batman come eroe principale; qui non esiste la solita scalata per erigere Batman a super eroe consacrato. In questo fumetto, si attacca addosso al lettore, il dolore di una realtà contemporanea cosi pesante.
Gordon e il Cavaliere Oscuro sono alle prese con casi di violenze sui minori. Urla di bambini nella notte che vengono privati di un’infanzia spensierata. Bambini già grandi; piccole creature alle prese con mostri dalle barbe grandi.
È anche un viaggio nei centri di riabilitazione per bambini vittime di abusi.
La storia degli eventi passa quasi in secondo piano dinanzi a questa tematica, mai nessuno prima era riuscito a raccontare qualcosa del genere in un fumetto. Archie Goodwin, rischia con questa delicata operazione, ma è un rischio maturo, mai fuori le righe e che pone il fumetto ad un riflesso esatto della realtà.
I personaggi vengono presentati con tutto il loro carico di desolazione disperata, e anche Batman si ritrova in difficoltà, alla fine, nel punire la persona che uccide chi abusa sui minori. Perché Batman non riesce a decidere, lui non sa se sia giusto o meno, punire chi fa giustizia, anche se a suo modo. Forse questa storia è troppo anche per Batman, che mostra qui tutte le sue fragilità psichiche.
Cosi si urla nella notte, ci si sfoga perché alla fine siamo uomini soli, uomini che tante volte spaventano e lacerano il cuore di piccole perle umane.
I disegni sono un capolavoro di pittura di Scott Hampton. Sono disegni adatti per la storia dura di questo fumetto.
Batman urla nella notte, cambia nuovamente le regole del buon fumetto, e forse qualcuno storcerà il naso per questa operazione narrativa, ma non noi: perché se i supereroi sono lo specchio del nostro io più coraggioso, anche le storie che ne derivano da esse sono lo specchio di una realtà, che tante volte, nascondiamo per paura.

Voto 8.5

giovedì 1 ottobre 2015

GLI ALBUM PIU' ROCK DI VASCO!


Fra gli album più rock ho scelto non tanto le canzoni che qualitavamente sono le migliori, ma più che altro ho fatto riferimento alla quantità. Una classifica quindi per comprendere meglio quali siano i lavori più ispirati dal rock, dalle chitarre distorte e da bassi e batterie sempre più potenti. Naturalmente, sono solo opinioni personali!!!


5- Il quinto posto è un ex aequo fra "C'è chi dice no" e "Sono innocente". Il primo perché ha continuato a portare avanti quelle sonorità tipicamente rock degli anni '80, con perle rock come "C'è chi dice no" e "Lunedì", ma nonostante tutto non è stato un cambiamento rock degno di nota, anche perché 'C'è chi dice no' è uno degli album più variegati e forse per questo il più bello di sempre. 
L'altro album è "Sono innocente", quest'ultimo meriterebbe una menzione d'onore a parte in quanto rivoluziona compeltamente il rock di Vasco elevandolo ad un livello successivo: "Hard rock" oppure "Heavy oriented" come 'qualcuno' ha chiamato. Ci sono canzoni potenti con sonorità quasi metal, come in "Sono innocente" ma soprattutto in "Lo vedi" e "Duro incontro"; seguono poi altri pop-rock tutti strutturati con giri di chitarre uniche nel loro genere.


4- "Il mondo che vorrei": per qualcuno potrebbe essere una sorpresa, ma qui c'è da abbattere il pregiudizio più grande che la musica di Vasco si porta dietro, e cioè la bassa qualità delle nuove produzioni. Eh no, perché non possiamo certamente tirarci indietro nell'affermare che questo album sia tra i più rock di sempre, un rock pulito, americano, meno puro ma più duro. "Gioca con me"; "Dimmelo te"; "Cosa importa a me"; "Qui si fa la storia"; "Non sopporto", e poi ballate come "Il mondo che vorrei" che fanno dell'assolo finale una chiusura rock perfetta. 
Gli altri pezzi dell'album sono molto pop, ma quando in un album vengono sfornate sonorità del genere come in "Gioca con me" (parlo di musica qui non testo), non si può non metterlo in una classifica rock come questa. 
Stiamo facendo la classifica degli album più rock, non più belli!


3- "Liberi... liberi": solo terzo?? Già, già, l'unico difetto che possiamo reputargli è il fatto che tutte le canzoni rock siano nella prima parte, se si fa eccezione per "Stasera". L'album però è devastante, con sonorità potentissime e testi sempre perfetti. Basta ascoltare "Domenica lunatica"; "Ormai è tardi"; "Muoviti" e "Vivere senza te". Colossi del rock made in Italy, canzoni ormai rimaste e impresse nella memoria di ogni amante di questo genere.


2- "Gli spari sopra": eh già, qua siamo dinanzi all'opera rock quasi perfetta. Certo, c'è qualche scivolone abbastanza pop del tipo "Hai ragione tu" oppure "Occhi blu", ma per il resto anche nelle ballate l'impronta rock è evidente. Su tutte spiccano naturalmente "Lo show"; "Gli spari sopra"; "Non appari mai"; "Delusa"; "Vuoi star ferma". Alcuni sono rock quasi incompleti nel testo, come in "Vuoi star ferma", altre volte, come nel caso di "Non appari mai", sono perle storiche, epocali, che rimarranno nel tempo e che sono già Storia. 


1- "Siamo solo noi": il primo posto è tutto suo! Il perché è spiegato in poche parole: 'Siamo solo noi' è il primo vero album completo in Italia in stile puramente rock, un rock mai sentito prima così forte nella nostra nazione: solo Ivan Graziani ed Edoardo Bennato avevano fatto ascoltare qualcosa di simile, ma di certo non con la stessa intensità, la stessa variegazione nella composizione delle musiche e nei testi, che "risuonano" oggi, più forti che mai. 
E allora si viaggia sulle note dell'inno generazionale, del capolavoro più grande: "Siamo solo noi"; nella provocazione di "Ieri ho sgozzato mio figlio"; nel reggae-rock di "Voglia andare al mare"; nella rivincita maschile di "Brava"; nell'evasione di "Dimentichiamoci questa città". E non è tutto, anche quando arriva la ballata come "Incredibile romantica", è sempre la chitarra elttrica a farla da padrone con assoli strepitosi, questa volta di Solieri. Chiude Valium... e provate ad ascoltare il nuovo arrangiamento fatto poi nell'album di non inediti "Rock" del 1997, credo che valga da sola tutto l'album. 
Insomma, "Siamo solo noi", la perla rock di Vasco più brillante.

lunedì 28 settembre 2015

E-BOOK: "IL FILM DEL TOUR DELLE GIRANDOLE 2015"!

Quello che inizia da Montalto di Castro non è un semplice giro di concerti, ma un vero e proprio tour nei teatri italiani che si basa moltissimo sull’ultimo disco “Via delle Girandole 10”.
La prima data è nel Lazio, per l’appunto a Montalto di Castro, ma più che il primo concerto è proprio una data zero per provare la scaletta e quindi le nuove canzoni. In linea di massima Fabrizio ha già le idee chiare da qualche giorno, e nelle settimane prima del debutto prova insieme alla band tutta quella che sarà poi la scaletta definitiva del Tour indoor.
La data zero del 2015 però ha una particolarità, infatti in questa data viene invitato il Papà di Fabrizio, il quale accetta l’invito e si presenta in teatro. Fabrizio percepisce molto la sua presenza, è emozionato, teso, e l’emozione, come dichiarerà lui stesso, gli giocherà un brutto scherzo. Moro sbaglia varie volte la tonalità della canzone d’apertura “Buongiorno Papà”, certo, niente di preoccupante, anche perché il concerto sorprende con nuove sonorità e con l’ingresso del violino suonato magicamente da Antonio Di Cesare, la new entry della band.  La scenografia dello spettacolo è sorretta da un enorme display che trasmette immagini, video e attimi vari che provengono dall’arte di Fabrizio: un tocco di eleganza in un concerto trascinante, ancora non potentemente rock, ma già bello movimentato.


 MONTALTO DI CASTRO, TEATRO “LEA PADOVANI” –DATA ZERO- 14/03/2015

SCALETTA TOUR INDOOR “VIA DELLE GIRANDOLE 10”

“Ciao Zì”
“Buongiorno papà”
“Tu”
“Respiro”
“E’ solo amore”
“Io so tutto”
“L’illusione”
“Alessandra sarà sempre più bella”
“Sei andata via”
“L’eternità”
 “Eppure mi hai cambiato la vita”,
“Libero”,
“Pensa”,
“Non importa”
“Sono solo parole”
“Acqua”
“La partita”
“L’Italia è di tutti”
“I remember you”
“Da una sola parte”
“Un’altra canzone per noi”
“Parole, rumori e giorni”
BIS: “L’inizio” “Sono come sono” “Il vecchio” “Babbo Natale esiste”

BAND: Marco Marini (chitarra), Danilo Molinari (chitarra) sostituito poi da Davide Gobello, Alessio Renzopaoli (batteria), Fabrizio Termignone (basso), Claudio Bielli (tastiere), Andrea Di Cesare e in alcune date Suvi Valju (violino).

GUARDA IL VIDEO DEL TOUR:


Il tour prosegue a Torino il 10 Aprile al “Teatro Colosseo”, una scelta coraggiosa perché Fabrizio vuole coinvolgere e trascinare dentro la sua musica anche il bel popolo del nord. E allora ecco che ne viene fuori un concerto ancora più trascinante, con il nostro Moro che non molla un centimetro e non si risparmia minimamente sul palco, coadiuvato dalla sua grande band che ora suona più decisa e con sempre meno piccole sbavature. 
 Il tour continua rimanendo sempre al nord, a Bologna il giorno dopo, 11 Aprile 2015. È forte infatti la voglia di Fabrizio di far conoscere sempre di più la sua musica nel nord Italia. Molti fans chiedevano da tanto un giro di concerti proprio in questa zona dello stivale italiano, e Fabrizio insieme al suo staff capiscono subito bene che è arrivato il momento di insistere. Anche a Bologna lo spettacolo è splendido con il nostro che inizia a saltare di qua e di là, quasi a far capire come quel piccolo “palco” di teatro gli vada già un po’ stretto. C’è anche una sorpresa incredibile: Gaetano Curreri sale sul palco e insieme al Moro improvvisano “Eppure mi hai cambiato la vita” e “I nostri anni”: un concerto unico anche per questo.
Il giorno dopo siamo completamente da un’altra parte. Da Bologna il tour fa tappa a Bari. Fabrizio viaggia di notte in auto con il suo amico-collaboratore Massimo Cataldo. Arrivano a Bari quasi stremati, oltre che per il viaggio, per le due precedenti fatiche legate al tour. Il 12 Aprile, domenica, il nostro Moro sale sul palco già pronto per far partire la festa. Qui il pubblico è in delirio, tant’è che in molte canzoni la sicurezza deve tenere a bada i fans pronti a saltare dalle poltrone e ad andare verso il palco. I moropatici non sono un pubblico da teatro, d’altronde, essi vogliono piazze, caldo afoso, le luci della festa e la transenna come obiettivo primario, insomma, non sono certo tipi da concerti soft. Non c’è niente da fare, sono i più belli.
Dopo queste prime date, il tour si prende una piccola pausa per poi ripartire col botto. Sono infatti due le date alla ripresa: 17 e 18 Aprile a Roma, all’ “Auditorium della conciliazione”. Qui sono veri e propri concerti evento in cui il nostro è atteso da due grandi sold-out. Ha come sempre un sapore magico una tappa di Moro a Roma, per ogni fans è quasi un rito al quale non ci si può sottrarre.
Ancora non abbiamo detto nulla della scaletta, ed è proprio riferendoci alle due tappe di Roma che ci addentriamo dentro essa cercando di raccontare la sua onda emotiva.
Si inizia come abbiamo già detto con “Buongiorno Papà” preceduta dall’intro strumentale “Ciao Zì”, una scelta voluta fortemente da Moro. Un’entrata soft ma da brividi, con il nostro che entra nella seconda parte con la sua bella giacca nera in vista e la t-shirt di sotto. Poi il concerto viene sorretto da canzoni rock alternate a pezzi più lenti adatti per l’atmosfera nel teatro. A farla da padrone sono comunque i nuovi pezzi e il singolo apripista “Acqua”. C’è quindi una sorta di concerto variegato dove alle ballate si sovrappongono pezzi più tirati con l’ingresso potente del violino, forse il vero leitmotiv del tour indoor.
Comunque sia i due concerti di Roma danno un’energia incredibile a tutta la band, una band ora messa sotto stress. Infatti, non c’è tempo per adagiarsi sugli allori, il giorno dopo, il 19 Aprile, il tour fa tappa a Napoli, nello splendido teatro “Acacia”. Qui un’altra grande botta di entusiasmo con un teatro pieno in ogni suo posto e carico di felicità. Il pubblico non riesce a stare seduto e quando parte “Alessandra sarà sempre più bella” il teatro diventa una piccola piazza con euforici moropatici. Sono attimi infiniti che tracceranno per sempre la storia di Fabrizio Moro.
  
Alcuni giorni di riposo per poi ripartire per una tappa inedita, in Sicilia, dove il nostro è atteso ormai da tanto tempo. La sua esibizione è all’interno del “Musica Art”. Un’esibizione molto carica perché la Sicilia e Moro hanno un rapporto speciale, sono come due amici che si vedono poco ma che quando lo fanno esplodono nella felicità di una festa grande. La scaletta rimane invariata mentre Moro rimane sorpreso dalla grande accoglienza del pubblico caldo di Sicilia. Proprio una bella ripartenza per preparare al meglio la data successiva in quel di Milano, il 24 Aprile. Da Catania a Milano in un giorno, roba da vecchio rocker, roba da un mondo artistico che ormai solo Moro rappresenta. Troppi lustrini, troppi fighetti che salgono sul palco con comodità. Moro è l’operaio della musica che con grande professionalità sale sui vari palchi d’Italia non smentendosi mai. A Milano, al teatro “Verme”, la festa si rinnova: qui non ci sono solo i fedelissimi ad aspettare Fabrizio, ma anche molti curiosi che rimangono piacevolmente sorpresi da uno spettacolo ormai consolidato in ogni suo piccolo dettaglio. 




Non ci si ferma più, e il giorno dopo Moro è già da un’altra parte, a Firenze al teatro “Puccini”. Qui la sorpresa è grande perché il teatro è strapieno, segno che l’obiettivo di Fabrizio è stato centrato conquistando anche quella parte d’Italia, su cui negli anni passati si andava di meno. Ma ora con i fans del Nord si è instaurato un rapporto ancora più caldo e più bello di prima, anzi, non sono a dire la verità i fans del Nord, perché nei fans di Moro non ci sono differenze, sono semplicemente fans Moropatici, stop!

Dopo Firenze arriva una pausa lunga. Fabrizio prende respiro, la band si rilassa dopo un primo tempo di tour veramente tirato. La ripresa è col botto, 8 Maggio a Rende (CS), al teatro “Garden” c’è il tutto esaurito. La data doveva essere fatta prima, a Marzo, ma per via di un’influenza passeggera, Fabrizio fu costretto a rinviare alcune date tra cui quella di Rende. Il pubblico però ha atteso il suo beniamino e quando Fabrizio sale sul palco, la magia si rinnova. Un concerto stupendo, con una grande cornice di pubblico degna dei più grandi cantautori italiani. La soddisfazione e la felicità di Fabrizio sono enormi, tant’è che durante lo spettacolo Fabrizio non vorrebbe fermarsi mai allungando di fatto il concerto. Alla fine dello show sembra tutto finito, ma qui il nostro decide di ricambiare ancor di più l’amore dei fans, rimanendo fino a tarda notte per salutare i suoi fedelissimi. 
Rimane in conclusione l’immagine più bella della serata, con il proprietario del teatro che va via insieme a Fabrizio che, come uno qualunque, saluta tutti e si dirige con Massimo nella sua auto. 
Pronti per riposare??! 
Macché, l’indomani il nostro è già a Pescara, al teatro “Massimo”; 9 Maggio. Fabrizio è stanco, un po’ spossato anche per il viaggio sulla Salerno- Reggio Calabria, in tal senso è strepitosa la foto che il giorno prima posta Moro sulla sua pagina fb, una foto che lo ritrae completamente scombussolato dal viaggio al Sud. La sua solita ironia pungente che purtroppo non tutti comprendono.
Comunque sia a Pescara appena il nostro guru sale sul palco, tutto svanisce. Stanchezza, spossatezza, nulla sembra più apparire sul volto e sulle movenze del nostro. Il live è la medicina adatta per Fabrizio che salta da una parte all’altra del palco incantando i presenti. Dopo queste due date tutto d’un fiato, Fabrizio si ferma ancora una volta per la pausa più lunga del tour. C’è da aspettare più di un mese per rivederlo in azione. Una pausa voluta perché con Pescara finisce il primo giri di concerti nei teatri italiani. 
Da Nord a Sud, un tour completo e veramente unico nella carriera del nostro. Ora avanza l’estate e i moropatici aspettano le nuove date nelle piazze. Sono pronti, carichi, in fin dei conti la piazza è l’habitat naturale del nostro: lui ha voluto sorprendere tutti con un tour delicato ma molto trascinante all’interno dei teatri, ora è pronto a sprigionare tutta la sua potenza nel live all’aperto.

Benvenuti al secondo tempo di questo tour fantastico!

IL RACCONTO CONTINUA SULL'EBOOK. SCARICALO QUA GRATUITAMENTE: 
http://www.mediafire.com/view/kznd1bb5cxcb3x0/E-BOOK_-IL_FILM_DEL_TOUR_DELLE_GIRANDOLE_2015-.pdf

domenica 27 settembre 2015

DELIRIO: IL PRIMO SUPEREROE ROMANZATO D'ITALIA!



Delirio è il primo supereroe italiano romanzato. 

La sua storia inizia da molto lontano ma si sviluppa in un arco di tempo non definito. Un po' come i grandi supereroi, le storie di Delirio riguarderanno diverse epoche storiche, collegate ovviamente, a diverse ambientazioni.



Questo primo libro-ebook, è una via di mezzo fra un fumetto e un piccolo romanzo fantasioso. Saranno le origini di Delirio, e per quanto riguarda i disegni, sono solo delle piccole bozze fatte da ragazzi con la passione per il disegno, ma nulla di più. L'obiettivo, infatti, sarà quello di attirare tante persone che diano un verso senso e una direzione precisa al personaggio.

E' l'Anno zero di Delirio, quindi; io mi concentro soprattutto sulla sceneggiatura più che altro, affidando le mie idee a futuri disegnatori professionisti.


E' un giorno, una notte epocale perché segna il nuovo inizio... fra fumetto e romanzo supereroistico!!