sabato 26 settembre 2015

Batman 41: un numero che convince!


Il numero 41 fa leva sul penultimo capitolo di Gioco Finale. Una saga creata da Snyder con una maturità artistica finalmente a livelli ottimali, infatti, Scott, fa passi da gigante come ci ha fatto già capire in Eternal, ma qui osa ancora di più.

Sí, è vero, l'idea è il solito veleno di Joker che annienta la città, ma qui si va oltre. Le paure dei gothamiti vengono fuse con miti passati, con una storia alle spalle del Joker presente, che rimette tutto in discussione, che segna un profilo inedito per il clown di Gotham. E poi quell'alleanza inedita fra Batman e i suoi nemici, forse un po' forzata ma sicuramente di grande presa fumettistica, su questo non ci sono dubbi
C'è pathos, voglia di scoprire il finale, c'è una bella atmosfera che preannuncia la sorpresa, il colpo di scena definitivo.

La seconda storia continua sulla falsariga della prima raccontandoci la parabola discendente di una dottoressa, usata da Joker per scopi personali. Qui c'è l'essenza bruta del Joker, della sua abile speculazione mentale verso gli altri: i più deboli. Si prende gioco della sanità mentale altrui per far scoprire come a volte basti un po' di caos per stravolgere tutto.

Buona storia da appendice alla saga principale. Ci siamo decisamente.

La terza storia cambia completamente prospettiva. Qui abbiamo Anarky e il suo piano criminale per liberare il popolo di Gotham dal male. Una storia un po' ispirata da V for Vendetta che cerca di mantenere il suo coinvolgimento iniziale, attraverso il dubbio della scoperta. Infatti c'è un filo comune che lega tutto questo disordine creato da Anarky, un filo che porta dritto al Cappellaio matto. Ad assistere Batman è Bullock, un'altra trovata ottima perché il rapporto tra i due è ricco di contrasti.

Diciamo che non siamo assolutamente sui livelli di Gioco Finale, ma Manapul e Buccellato hanno comunque costruito una buona storia cadendo forse solo sui dialoghi in alcuni punti troppo scontati.

Chiude io numero 41 la nuova vita segreta di Grayson, ora alle prese con un tentativo di strage di massa a Tel Aviv. La serie a volte sembra un po' confusionaria con troppi elementi che vanno a legarsi tra loro, donando al lettore una sorta di quadro con troppo affreschi. Di intuizioni giuste ce ne sono, certo, ma si ha la sensazione che ci sia troppa carne al fuoco per delle dinamiche che, per forza di narrazione, richiedono un tempo più

lungo per essere comprese appieno.

Il numero 41 risulta essere alla fine un numero convincente, anche se il livello scende sempre di un gradino man mano che si leggono in ordine le varie storie. Si parte da un'ottima saga per poi continuare su altre buone intuizioni. Qualche caduta c'è, soprattutto nelle due storie finali per quanto riguarda i dialoghi, ma comunque sia tutto risultare essere accettabile e mai insufficiente. Ora ci aspettiamo il banco di prova più difficile per Snyder: il finale di saga!!
Voto 7

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